Playlist

Well, old man, how are you?

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

No complaints yet. It’s still early. And how are you, son?

Kinda tired, but I couldn’t sleep. No idea of why. Did I wake you up?

Nah. Been awake for awhile. Can’t really sleep anymore. Mind is always racin’.

Yeah, I know that feel. Have you seen my dog?

Yeah. He’s under the bunk. I can hear him snoring.

At least, somebody can sleep. How’s your arm?

Still a bit stiff. But it’s getting there.

You sure? Because, you know, I can’t pilot without you. I don’t want anybody else inside my mind.

Well. I’ll do my best to get back in shape. You ain’t going nowhere without me.

So… See you, old man, right? Get back in shape soon.

Well, old man, how are you?

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

No complaints yet. It’s still early. And how are you, son?

Kinda tired, but I couldn’t sleep. No idea of why. Did I wake you up?

Nah. Been awake for awhile. Can’t really sleep anymore. Mind is always racin’.

Yeah, I know that feel. Have you seen my dog?

Yeah. He’s under the bunk. I can hear him snoring.

At least, somebody can sleep. How’s your arm?

Still a bit stiff. But it’s getting there.

You sure? Because, you know, I can’t pilot without you. I don’t want anybody else inside my mind.

Well, old man, how are you?

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

No complaints yet. It’s still early. And how are you, son?

Kinda tired, but I couldn’t sleep. No idea of why. Did I wake you up?

Nah. Been awake for awhile. Can’t really sleep anymore. Mind is always racin’.

Yeah, I know that feel. Have you seen my dog?

Yeah. He’s under the bunk. I can hear him snoring.

At least, somebody can sleep. How’s your arm?

Well, old man, how are you?

herchansenrp:

chuckhasblueyes:

herchansenrp:

No complaints yet. It’s still early. And how are you, son?

Kinda tired, but I couldn’t sleep. No idea of why. Did I wake you up?

Nah. Been awake for awhile. Can’t really sleep anymore. Mind is always racin’.

Yeah, I know that feel. Have you seen my dog?

Well, old man, how are you?

herchansenrp:

No complaints yet. It’s still early. And how are you, son?

Kinda tired, but I couldn’t sleep. No idea of why. Did I wake you up?

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

itshercthehero:

chuckhasblueyes:

Sto andando Max, mi sto alzando.Cristo, non puoi andarci da solo da Herc? Stupido cane.


Quel cane aveva capito subito che l’unico modo per convincere il suo padrone a muoversi era di minacciare di sbavare sopra i suoi vestiti; di solito, lo faceva sopra quelli del padre di lui, ma da quando i…

Aveva dato ragione a Raileigh, piuttosto che a suo figlio. Sangue del suo sangue. Chuck non era rimasto per niente felice, quando la notizia aveva raggiunto le sue orecchie. E tutto ciò per dire che, piuttosto che dare ragione al suo unico figlio, aveva dato ragione ad un’altra persona. Si passò una mano sul viso, sospirando.

Quando un basso abbaiare raggiunse le orecchie di Herc, quest’ultimo s’irrigidì, rimanendo ad ascoltare con attenzione. Max, pare, non era da solo. Quei passi così decisi appartenevano ad una sola persona. Tale persona aprì la porta con un calcio, richiudendola dopo aver lasciato entrare il robusto bulldog francese nell’alloggio.

« Chuck? » ringhiò l’uomo dai corti capelli biondi, alzando gli occhi cerulei e posandoli sulla silhouette del figlio. « Tutto bene, ragazzo? » 

"Per quale motivo non dovrebbe andare tutto bene? Oh, forse per il fatto che il mio vecchio abbia preferito dare ragione a Raiii-leigh, piuttosto che a me, il suo unico figlio. Ovvio che va tutto bene!"

Ribatte, sibilando ogni singola parola mentre la rabbia montava dentro di se; nonotante le molteplici connessioni con il padre ed il fatto che riuscissero a sentire quasi le emozioni l’uno dell’altro, non era mai riuscito a farsi colpire dalla calma serafica del piu anziano.
Si inginocchio’ piano a terra, tirando il cane verso di se ed iniziando ad accarezzarlo con aria possessiva quasi, la mano che scivolava veloce nel pelo chiaro.

"Mi ha preso a pugni davanti ai tecnici, quella e’ una umiliazione che non posso accettare! Ed il massimo che tu sei riuscito a fare e’ stato fermare ME, rinfacciandomi di non essere maturo. Sono piu che maturo! Piloto da quando avevo sedici anni, tu lo sai, e sai che sono il migliore. Ma no, Raii-leigh puo permettersi di fare quello che vuole e tutti stanno zitti, mentre se Chuck Hansen osa aprire la bocca, diventa automaticamente un ragazino stronzetto con problemi con il padre!"

Ah. Eccolo dunque, il problema.

Alle parole del figlio, pronunciate con un tono denso di rabbia, fa una smorfia, spostando lo sguardo sulla mobilia che decora il suo alloggio. Mobilia che è semplice, di legno, essenziale e per nulla costosa. L’alloggio di un soldato, in tutto e per tutto.

Gettandosi con cautela all’indietro fino a toccare lo schienale della sedia, le ossa scricchiolarono appena, e un basso suono gutturale sfiorò le sue labbra.

« Raileigh » si decide a rispondere, infine, con un tono di voce calmo e paterno, per nulla simile a quel burbero abbaiare di prima. « ha esagerato, quel giorno, lo ammetto. Ma ciò non vuol dire che » fece un vago gesto con la mano, come per indicare lo stato attuale del figlio, che s’era inghinocchiato a terra ed ora stava accarezzando Max. « devi ridurti in questo modo. Non penso che tu sia immaturo, Chuck, hai solo reagito nel modo sbagliato. » 

“Stava per rovinare la nostra missione, la mia missione! Dovrebbe ringraziare che sono stato buono e non gli ho rotto la faccia, a lui ed a quella cagna di Mako!” Che poi, era stato proprio quando Chuck aveva chiamato Mako cagna che Raileigh era scattato, dimostrando a tutti la sua netta superiorità. Chuck tolse la mani dalla collottola di Max, rialzamenti di scatto per poter fronteggiare il padre. “Ho la meta dei suoi anni, papà, ed ho abbattuto il doppio dei suoi Kaiju. Perché devo essere sempre io ad avere torto, solo perché ho un brutto carattere; per una volta, papà, avresti potuto aiutarmi. ”

« Se non sbaglio hai stuzzicato tu, il drago che dorme » risponde alzando un sopracciglio e facendo un piccolo sorriso. Aveva assistito alla scena con le mani legate; ma poi, quando aveva visto il figlio fare qualche passo in avanti, la schiena curva come quella di un lupo pronto all’attacco e le mani strette a pugno, posa mimata da Raileigh, che era scattato appena quelle cinque lettere avevano sfiorato le labbra di Chuck, alleggiando nell’aria per un tempo che sembrava infinito, prima di ottenere una qualche reazione dall’altro. Aveva cinto le spalle del figlio, puntando i piedi a terra e bloccando, così, ogni altra sua mossa, permettendo a Raileigh di rialzarsi da terra e a riprendere fiato, gli occhi sbarrati e la bocca spalancata, mentre un respiro errato, e un battito di cuore rapido come lo scalpicciare di un cavallo selvaggio raggiungeva le orecchie di Herc. Suo figlio aveva cercato di sfuggire alla sua ferrea stretta, all’inizio, ma poi aveva rinunciato, rilassando la postura e alzando la testa con fierezza. Fierezza che era sparita dopo che Herc pronunciò con freddezza quella parola tanto dolente « Immaturo » lasciando andare il figlio e abbaiando poi ordini a destra e a manca, cercando di riportare l’ordine ove era passato il caos.

« Cerca di contenere la tua rabbia, » aggiunse dopo qualche secondi di indecisione, arricciando il naso « e pensa prima di parlare, se non vuoi affrontare una situazione simile a quella che hai avuto con Raileigh l’ultima volta. » 

"Ah, una situazione simile?"

Ribattte, inarcando le sopracciglia con un sorrisetto a meta’ tra il supponente e lo stronzo dipinto sulle labbra piene.

"E cosa farai, mi sbatterai per terra minacciando di rompermi il braccio o cosa? Sono davvero curioso, vecchio, di vedere di cosa saresti capace di fare, visto che sembra tu ti sia rammollito notevolmente.”

E’ piu forte di lui, il fatto di provocare chiunque gli capiti a tiro, con sorrisi ed occhiate, il tutto condito dai suoi mezzi insulti con il tono di chi sa di poterselo permettere solo perche’ necessario alla causa.
Infatti, se un osservatore attento avesse studiato l’evoluzione caratteriale del giovane Hansen, avrebbe visto che il suo fare lo stronzo era diventato ruotine solo da quando aveva iniziato a pilotare; solo da quando era divenuto un eroe.

Si sporse verso il proprio padre, socchiudendo piano le labbra solo per aggiungere ancora piu sarcasmo al proprio sorriso ed alle proprie parole.

« Attento con le parole, ragazzo… » ringhia a denti stretti Herc, mentre assottiglia lo sguardo e stringe le mani a pugno. Non gli va di certo a genio, il comportamento del figlio. Sarcastico, ribelle, arrogante. Non lo riconosce più, a momenti. E se non fosse per il fatto che i suoi occhi, uguali ai suoi, poteva confonderlo tranquillamente con un’altra persona che si spacciava suo figlio. Le mani fremono, mentre Herc sposta lentamente lo sguardo sul volto del figlio, ora così pericolosamente vicino al suo.

« Potresti pentirtene. »

Non è una vera e propria minaccia, per se. Ma Herc è stanco; stanco del comportamento del figlio e stanco della vita da soldato.

Con un agile scatto della schiena, l’uomo s’alza dalla sedia, torreggiando sul figlio per pochi centimetri. Alza una mano, come pronto a colpire. Ma poi la abbassa, facendo una smorfia. Disgusto? Frustrazione? Indipendentemente da ciò che vuol dire con quella smorfia, Herc non ha il coraggio, né il cuore, di colpire il ragazzo. Suo figlio. Socchiude le labbra, che tremano, come scosse da una rabbia inconcepibile, e posa lo sguardo altrove, rifiutandosi di vedere il volto del figlio, sul quale s’era disegnato un sorriso arrogante.

"Come volevasi dimostrare, vecchio, ti sei rammollito. E’ stupido che tu vada a dire che io sono il tuo copilota; e’ piu giusto dire che tu sei il mio, no, vecchio?”

E quel sorrisetto sarcastico, proprio non riesce a toglierselo dal volto; e’ qualcosa di intrinseco della sua persona.
L’unico lieve cambiamento che ha attraversato il suo volto perfetto era stato quel lampo di paura misto a freddo calcolo, nel momento in cui la mano del padre era stata cosi vicina al colpirlo.
Ma una parte di lui, una parte cosi importante e comunque profondamente sepolta dentro il suo cuore, lo aveva rassicurato; Hercules lo aveva salvato al posto della moglie, aveva sacrificato la donna che amava per il figlio, e non aveva mai avuto il coraggio di alzare le mani su di lui, nemmeno quando tutti sembravano suggerirglielo.
NOn lo avrebbe fatto di certo ora.

"Anzi, vecchio, io dico che hai bisogno di dimostrare di essere ancora uomo; perche’ non ti trovi una bella ragazza? Non sei cosi brutto, nonostante tu sia rosso, e sono sicuro che puoi ancora darti da fare, con la giusta… Spintarella.”


Hercules, o Herc, non aveva mai alzato una mano contro suo figlio. Mai.

Ma quelle provocazioni, dette così, senza paura, con arroganza, sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. La scintilla per dar vita ad un incendio. Inserite altre metafore qui, per favore.

Aveva notato quel repentino cambiamento sul viso del figlio, l’ombra della paura che aveva cancellato quel ghigno per pochi secondi.

Sa che se ne pentirà, dopo. Sa che non è la cosa giusta da fare, sa che non è giusto, nei confronti del figlio. Ma quando alza di nuovo la mano e la fa scontrare contro il viso del figlio, sa che, in cuor suo, se l’era meritato. Ma questo è solo un assaggio, un piccolo avvertimento.

« Osa parlare ancora una volta con quel tono a tuo padre, » ringhia con una voce mortalmente fredda, mentre s’inghinocchia quel tanto da poter guardare il figlio dritto negli occhi, « e, credimi, lo schiaffo che ti ho dato adesso in confronto è una carezza, per ciò che ho in mente di fare. Sono stato chiaro? » la sua voce ora s’è ridotta ad un sussurro appena audibile, « Sono stato chiaro!? » ripete con la voce che s’è di un decibel in più, con un tono paragonabile ad un ruggito.

"S-si, signore."

Ringhio’ Chuck di risposta, abbassando improvvisamente lo sguardo come punto sul vivo; ed infatti era cosi, il suo orgoglio era stato lievemente colpito, o meglio, era stato travolto dall frana di sentimenti che quel semplice colpo gli aveva causato.

"Mi… D-dispiace, va bene papa’? Di aver chiamato Mako una cagna, ma nemmeno riusciva a controllarsi! Hanno fatto tutte quelle storie per me, che ero troppo giovane, eppure guardamii! Sono perfetto, sono bravissimo, sono come te con vent’anni di anticipo!
Non e’ vero, papa’?”

IL discorso era partito con un tono duro, quasi di  nuova ribellione, per poi sfociare in un tono che in altri momenti sarebbe stato definito come ‘patetico’, da ragazzino insicuro; ma era anche questo, Charles Hansen, un ragazzino cresciuto troppo in fretta, tra macchine e guerre, con una madre morta ed un padre incapace di essere tale.
Tutto, nelle parole del ragazzo, sembrava una supplica, un ‘ti prego, dimmi che vado bene cosi, che sei felice, fiero di me’; era uno dei rari momenti in cui aveva bisogno di essere rassicurato, in cui la sua vera intrinseca natura veniva fuori.

« Bene. »

Sussurra con freddezza, raddrizzando la postura e incrociando le braccia sul petto, posando lo sguardo sul figlio. Le parole pronunciate poco dopo dal ragazzo lo colgono di sorpresa. Non tante per le parole, per se, ma per il tono. Dall’inizio duro, ribelle, la voce aveva preso una nota sottile, timida, in poche parole, il tono era ciò che si poteva definire patetico. La façade da ragazzino insicuro, dall’orgoglio ferito, era un cambio netto con l’arrogante ragazzo di poco fa. E, Herc esita ad ammetterlo, l’aria del figlio è quella di un bambino che è cresciuto troppo in fretta, tra guerre, tragedie e senza venir considerato dal padre per ciò che è.

« Figliolo, » il tono è paterno, ora, calmo e gentile, e Herc accenna un piccolo sorriso, così da poter rassicurare il figlio che no, non lo colpirà ancora. « nessuno ha mai detto il contrario. »

Si morde piano il labbro, spostando lentamente il pesto da uno stivale all’altro, come in preda ad una ansia profonda; le persone normali, arrivate a questo punto, si sarebbero abbracciate e dette un classico ‘ti voglio bene’. Gli Hansen non si erano mai detti una cosa del genere, da quando Angela era morta ed il canyon tra loro aveva iniiato a formarsi.
Gli unici momenti in cui ancora riuscivano ad essere completamente uniti era quando pilotavano, che condividevano i pensieri ed i sentimenti, e li non c’era spazio per la rabbia o lo odio, solo il senso di protezione e… L’amore? Si, forse era quello.

"Ti amo, Herc. E non sto scherzando, dovresti saperlo, visto che non dico mai cose del genere."

Borbotta, abbassando lo sguardo mentre parla al padre, quasi stesse confessando un crimine, per poi rialzarsi, completamente verdi e sgranati, come quelli di un bambino che ha guardato troppo il cielo.
Ma non e’ un bambino da tempo, ormai.